lunedì 16 giugno 2014

Il colloquio come strumento di orientamento

L’orientamento è un processo continuo rivolto a diverse categorie di utenti e finalizzato ad aiutare l’individuo ad affrontare particolari momenti nel corso della sua vita, relativi in particolare a situazioni di scelta o presa di decisione, di inserimento in nuovi contesti lavorativi, di reinserimento nel mercato del lavoro.
Durante questo percorso l’orientatore si avvale di strumenti specifici e uno fra questi è il “colloquio”.



Il colloquio si colloca all’interno del processo orientativo generale, che partendo dalla conoscenza di sé arriva ad elaborare un progetto professionale e allo sviluppo delle competenze necessarie per inserirsi o re-inserirsi nel mondo del lavoro.
L’utilizzo del colloquio in orientamento viene ad assumere un significato peculiare, nella richiesta del servizio: non ha finalità né diagnostiche, né di selezione. E’ uno strumento “psico-sociale” che ha come obiettivo quello  di aiutare la persona a conoscersi e a delineare i suoi valori e i suoi desideri, ma anche utile per sviluppare un bilancio di competenze, con il racconto delle esperienze passate.
Il colloquio di orientamento serve alla persona per acquisire maggiore consapevolezza in modo da poter far fronte con maggiore determinazione alle situazioni della  vita e a scegliere con maggiore determinazione un nuova professione da intraprendere, piuttosto che un percorso di sviluppo da seguire.

Il Setting
Consiste nelle condizioni esterne che creano l’ambiente entro cui si svolge il colloquio. Nel caso dei Centri di Impiego, per esempio, il contesto sarà pubblico di tipo istituzionale. Il luogo influisce sulla qualità del rapporto fra utente e orientatore. E’ necessario che il colloquio avvenga in un ambiente riservato e silenzioso, senza rumori o disturbi esterni.

La conduzione del colloquio
Ci sono varie modalità di svolgimento del colloquio, dalla tipologia di colloquio strutturato, in cui si rivolgono all’utente domande prestabilite riguardo argomenti da affrontare e colloquio non strutturato, in cui si lascia all’utente la possibilità di organizzare autonomamente la comunicazione. Queste due tipologie sono gli estremi di un continuum fatto di comportamenti intermedi: se si sceglie un colloquio di tipo strutturato le domande saranno poste comunque in maniera flessibile e funzionale all’argomento e di contro se si utilizza il colloquio libero, esso deve seguire sempre delle linee guida teoriche per cui l’orientatore deve intervenire, quando si necessita, per chiedere chiarimenti, focalizzare l’attenzione su argomenti tralasciati, contenere il dialogo.
Nel caso di un colloquio finalizzato all’orientamento è più utile adottare un livello intermedio di strutturazione, un colloquio semi strutturato.

Durata e struttura
Il colloquio non dovrebbe superare i 50-60 minuti, che risulta essere il tempo appropriato per un approfondimento degli argomenti.
Generalmente lo si divide in tre fasi, ognuno con un tempo indicativo di svolgimento e argomenti da trattare. La fase iniziale generalmente dura 10-15 minuti ed è finalizzata all’accoglienza dell’utente, alle analisi delle sue aspettative e motivazioni e al chiarimento delle modalità di svolgimento dell’intervento orientativo.
La fase centrale, invece, richiede generalmente intorno ai 20-25 minuti e riguarda l’approfondimento delle diverse aree di contenuto precedentemente decise in base alle esigenze dell’utente.
La fase finale generalmente ha una durata di 10-15 minuti e si focalizza sulla sintesi delle informazioni emerse dal colloquio e alla formulazione di obiettivo da perseguire durante il percorso orientativo.

La registrazione dei dati
Si può scrivere tutto ciò che il soggetto esprime in modo da non perdere informazioni, anche se vengono a mancare le indicazioni riguardanti la comunicazione non verbale e non si favorisce la comunicazione interpersonale. Un metodo migliore può consistere nel prendere qualche appunto con l’aiuto di una griglia costituita ad hoc e completare le note a termine dell’incontro.


Queste informazioni e linee teoretiche e applicative vengono largamente utilizzate e seguite soprattutto all’interno dei Centri Impiego, che vedono il colloquio come una risorsa fondamentale affinché l’orientatore possa svolgere al meglio la propria funzione e il proprio lavoro.

martedì 10 giugno 2014

Il ruolo dell'Orientatore




Un settore di attività  in pieno sviluppo, che richiede e richiederà sempre più persone preparate e competenti è quello dell'orientamento. L’orientatore, in un mercato del lavoro dove la ricerca di opportunità di impiego e le scelte professionali sono sempre più complesse, è sempre più richiesto. Specializzarsi sull’orientamento può fungere da una maggiore qualificazione o alternativa al lavoro nel campo delle Human Resources.
L'orientamento è una consulenza  che  consiste nell’insieme di attività volte ad assistere le persone durante la presa di decisione,  sia sul piano educativo, professionale sia personale,  e ad attuarle, con un processo di accompagnamento lungo tutto l'arco della vita.
L’orientamento riguarda sia l'educazione, quindi la scelta di percorsi di istruzione e formazione, sia l'educazione alle opportunità professionali, finalizzata alla conoscenza, anche diretta, del mondo del lavoro.

Tale supporto vede l’orientatore impegnato nell’offrire:
·        Informazioni circa le opportunità formative, dati sul mercato del lavoro, occupazioni e percorsi di carriera;
·        Sostegno orientativo,  accompagnamento della persona nel progettare e pianificare il proprio progetto formativo e/o professionale
·        Counseling orientativo, dove , invece, l'operatore offre un sostegno di tipo anche psicologico all'utente con la finalità di attivare un processo di auto-emancipazione, insegnando a sviluppare le proprie competenze per uno svolgimento del percorso formativo e/o professionale.
L’orientatore fornisce assistenza, suggerimenti, e consigli alla persona, aiutandola ad individuare le scelte più coerenti con le sue attitudini, competenze e motivazioni. Sarà impegnato in attività di accoglienza, consulenza informativa, colloqui, bilanci di competenze, azioni di formazione orientativa, definizione del progetto personale-professionale , accompagnamento alla ricerca attiva e all’inserimento lavorativo.
L’orientatore è come un personal trainer che aiuta le persone ad allenarsi e ad identificare e raggiungere obiettivi professionali, migliorando la propria spendibilità, aiutando a superare eventuali difficoltà del percorso. Adatta il training alle esigenze contestuali e personali, analizzando le capacità e aspirazioni dell’utente, le possibilità esistenti, formative o professionali, aiuta a scegliere un obiettivo e redige un progetto per portarlo a termine.

Nello specifico organizza informazioni e strumenti, selezionando quelli più idonei per rispondere alle esigenze dei beneficiari;
progetta servizi e interventi su persone, in base alla lettura del mercato del lavoro e ai possibili destinatari degli interventi definisce percorsi orientativi;
sviluppa percorsi di bilancio di competenze, per comprendere ed evidenziare le aree di forza e di miglioramento in termini di conoscenze, capacità e attitudini trasversali;
eroga l’intervento orientativo,  a seconda dei destinatari e delle loro esigenze, eroga informazioni, percorsi di formazione, consulenza, accompagnamento al lavoro;
eroga informazioni, accompagnando al reperimento delle fonti;
eroga percorsi di formazione orientativa, volti al rafforzamento delle competenze individuali;
realizza percorsi di consulenza orientativa, a sostegno di scelte formative e professionali attraverso percorsi individuali o di gruppo utilizzando le metodologie e gli strumenti orientativi più idonei;
accompagna all’inserimento lavorativo,  attraverso il supporto nella ricerca attiva del lavoro;
valuta, mediante questionari e colloqui verifica il grado di efficacia dell’intervento orientativo.

L’orientatore utilizza prevalentemente strumenti quali banche dati sul mercato del lavoro, sui percorsi formativi e sulle professioni, tecniche e strumenti per l’attivazione dei gruppi, strumenti di autoanalisi e questionari e test. 
L’orientatore deve inoltre possedere capacità trasversali come ascolto,  mediazione,  diagnosi delle situazioni.
Fra le opportunità di lavoro, l’ orientatore può svolgere il suo compito all’interno di Centri per l’impiego. Può fungere da orientatore per i singoli utenti oppure lavorare per le imprese, diventando un consulente circa le normative, agevolazioni e incentivi all’occupazione, aiutando nella preselezione della forza lavoro o ancora pubblicizzando le offerte di lavoro.
Può svolgere il suo compito anche all’interno di scuole di ogni ordine e grado (scuole medie inferiori e superiori), realizzando progetti di orientamento rivolti agli studenti degli ultimi anni finalizzati all’aiuto delle scelte formative/professionali.
Per ottenere una giusta e efficace formazione, l’aspirante orientatore, deve frequentare percorsi di formazione specifici riguardanti metodologie, tecniche e strumenti dell’orientamento o sulla gestione delle risorse .

La carriera dell’orientatore  può svilupparsi ed evolvere occupandosi, per esempio, di coordinamento e/o formazione di orientatori e della progettazione di interventi di orientamento. Può assumere il ruolo di dirigente del servizio, attraverso concorsi all’interno delle strutture pubbliche e passaggi di carriera in base alle esperienze realizzate nelle strutture private.