venerdì 24 aprile 2015

Impatto Jobs Act sulla gestione delle Risorse Umane


 
 
La nuova riforma del lavoro voluta dal Governo Renzi spiegata alle aziende da ADP in collaborazione con i Gruppi Regionali dei Giovani Imprenditori di Confindustria nel corso di un tour che ha fatto tappa anche a Milano

Muoversi nell’odierno mondo dell’HR (Human resources), cioè della gestione delle risorse umane, non è affatto banale. Soprattutto se le carte in tavola vengono cambiate in modo importante da leggi dello Stato e decreti attuativi che interpretano in modo nuovo i rapporti tra dipendenti, collaboratori e datori di lavoro – aziende. Tuttavia, chi come ADP  ha fatto della gestione delle risorse umane il proprio core business, deve essere sempre aggiornato e riuscire a comprendere, semplificare e rendere immediatamente disponibili ai propri clienti i contenuti delle nuove normative. È proprio in questo spirito che l’Azienda ha organizzato un tour in tre tappe in collaborazione con Confindustria, Gruppi Regionali Giovani Imprenditori a Torino, Milano e Bari. In questi incontri, oltre a delineare un quadro di com’è cambiato il mercato del lavoro in questi anni, ADP ha presentato tre casi di successo di aziende che hanno deciso di implementare politiche innovative di gestione del personale.

Cambiamenti indotti dal mercato sulle HR oggi

Nella sua introduzione all’evento, Stefano Poliani, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Lombardia ha dichiarato che: «Un mercato del lavoro flessibile è alla base della competitività di un Paese». Questo è uno degli obiettivi che si è posto il Governo Renzi con il Jobs Act: rendere più flessibile il mercato del lavoro in Italia. Ma c’è riuscito? Occorre innanzi tutto tenere conto del fatto che: «È cambiato il mercato, sono cambiati i consumatori e anche le abitudini di consumo», come ha sottolineato Nicola Uva, Strategy & marketing director di ADP. L’esplosione delle nuove tecnologie, dalla mobilità ai social network, hanno stravolto il rapporto tra aziende e mercato, mentre oggi in azienda convivono tre generazioni diverse: baby boomer, i nati negli anni ’50-’60;millenials, nati nei primi anni 2000 e la nuova Generazione Z, caratterizzata dal fatto che utilizza soprattutto messaggi scritti per comunicare (le chat).  Inoltre, fenomeni quali la globalizzazione dei mercati e l’internazionalizzazione delle imprese sono ormai pane quotidiano delle aziende attuali. «Occorre premiare la volontà di cambiamento», ha concluso Uva.

L’analisi del Jobs Act fatta da Roberto Respinti e Sabrina Pagani dello Studio associato Pagani ha poi chiarito alcuni aspetti della legge poco evidenti, quali la scarsa convenienza per i dipendenti che scelgono di farsi liquidare il Tfr in busta paga, in quanto, per esempio, si è soggetti a un passaggio a uno scaglione fiscale superiore con conseguente aggravio (importante) delle imposte.

Aziende di successo

Dopo l’intervento di Ilaria Pozzoli, responsabile istruzione, formazione e lavoro di Confindustria Lombardia, che ha sottolineato l’approccio di apprendimento continuo e le opportunità di formazione offerte da Confindustria, è stata la volta di Sirti, Saipem
 e Obi, che hanno spiegato nei tre distinti settori di mercato in cui operano (telecomunicazioni, retail ed engineering) come stanno cambiando al loro interno, anche grazie ad ADP, le politiche di gestione del personale, consentendo il raggiungimento di importanti obiettivi aziendali e il consolidamento di un successo già avviato.

articolo ripreso dal sito internet: http://www.datamanager.it/

 




 

lunedì 13 aprile 2015

Ricoh: valorizzare le risorse umane nell’era della maturità digitale

Da ricerche commissionate da Ricoh Europe è emerso che nel nuovo contesto digitale le aziende devono riuscire a valorizzare i dipendenti mettendo in atto alcuni cambiamenti tecnologici e culturali
 
 
Le persone sono la risorsa più importante per le aziende, ma fino a che punto un’impresa riesce a capire le necessità dei propri dipendenti? I manager delle aziende europee potrebbero trovarsi di fronte a una delle sfide più impegnative mai affrontate: rispondere alle esigenze di dipendenti che, abituati a muoversi in contesti digitali, si aspettano che la propria azienda metta a loro disposizione tecnologie all’avanguardia, processi ottimizzati e nuove modalità di lavoro.
Le aziende sono pronte a valorizzare i nuovi talenti?
I dipendenti, e in modo particolare gli iWorker, giocano un ruolo importante nelle aziende favorendo l’evoluzione e la crescita del business. Un passo decisivo è poi rappresentato dall’ingresso nelle imprese delle generazioni Y (nati dal 1980 al 2000) e Z (nati dal 2000 in poi) che promuoveranno tecnologie innovative per la comunicazione e la gestione dei dati aziendali. E mentre avanziamo verso la maturità digitale, quali sono le  esigenze di queste nuove tipologie di lavoratori?
Nel recente studio “Il futuro degli ambienti di lavoro”, sponsorizzato da Ricoh Europe e realizzato dall’Economist Intelligence Unit, alcuni professori universitari hanno spiegato perché nei prossimi 10-15 anni sarà più importante che mai garantire flessibilità ai lavoratori. Cary Cooper, docente di Psicologia del lavoro alla Lancaster University, ritiene che il fattore più condizionante nel futuro del lavoro sarà la necessità di gestire un numero continuamente variabile di dipendenti offrendo loro flessibilità. Il professor Cooper prevede che le modalità lavorative saranno sempre più differenziate, dal part-time a periodi di tempo molto brevi, per rispondere alle esigenze della popolazione più anziana, che dovrà lavorare più a lungo, ma anche delle nuove generazioni, che vogliono  potersi creare una famiglia.
Si tratta di una prospettiva interessante e che potrebbe fare da leva per attrarre e trattenere nuovi talenti. Si va verso un ambiente di lavoro sempre più collaborativo e caratterizzato da flessibilità. Ma non solo: alle aziende serve un nuovo profilo di dirigente capace di ottenere il meglio da una popolazione aziendale molto eterogenea. Sono necessari manager che sappiano far crescere il personale in un ambiente appagante e siano in grado di scegliere per l’azienda sistemi e tecnologie adatti ad attrarre e trattenere i migliori talenti.
Dalla “gestione delle prestazioni” alla “gestione delle aspirazioni”
Anche il professor James Baron, esperto di gestione d’impresa e sociologia alla Yale University, ritiene che la flessibilità del lavoro debba essere accompagnata da iniziative per motivare i dipendenti e che si passerà dalla “gestione delle prestazioni” alla “gestione delle aspirazioni”. Quel che è chiaro, come dice il professor Baron, è che la generazione Millennial sarà molto più concentrata delle generazioni precedenti su finalità ed obiettivi. Abituata ad avere accesso diretto a una grande quantità di dati, sa gestire con efficacia molte informazioni e, in genere, riesce a passare con maggiore rapidità da una attività ad un’altra. Questa generazione considera  sfumato il confine tra vita privata e vita professionale  ed è pertanto più interessata alla possibilità di lavorare da remoto e con la libertà di orario. A ogni modo, non basterà abbracciare il concetto di flessibilità. Per realizzare un ambiente di lavoro davvero dinamico e collaborativo, in grado di attrarre i migliori talenti, occorre cominciare fin da ora a costruirne le fondamenta. L’ottimizzazione dei processi aziendali e l’adozione di nuove tecnologie sono pietre miliari dalle quali dipende il successo di un contesto flessibile.
 

giovedì 2 aprile 2015

Zucchetti: 1° software house italiana in Europa


Zucchetti nasce nel 1988 come società del Gruppo Zucchetti, dall'impegno societario di quattro professionisti dell'informatica e con la partecipazione del capogruppo Zucchetti di Lodi, raggiungono la leadership nel mercato del software gestione.
Con oltre 2.800 adetti, una rete distributiva che supera i 1.100 Partener sull'intero territorio nazionale e oltre i 100.000 clienti, il gruppo Zucchetti è uno dei più importanti protagonisti italiani del settore IT, con il passare degli anni è diventato tra i più importanti protagonisti dell'economia italiana e indiscusso punto di riferimento del settore ICT.

Negli ultimi anni si è confermata come la prima azienda italiana per fatturato software in Italia, sempre in continuo aggiornamento con nuovissime proposte come la Fatturazione Elettronica che permette di caricare automaticamente una fattura elettronica, trasmettere e gestire le fatture, conservare i documenti, integrabile con tutti i software in gestionali e anche di terze parti. E' previsto il servizio pay-per-use per aziende che devono gestire un numero limitato di fatture.

In sostanza si conferma la crescita nell'offerta tradizionale, ma anche all'ascesa dei nuovi prodotti targato infinity e questo duplice risultato positivo per noi è fondamentale perchè Zucchetti vuole continuare a essere la più solida "Software Foundation" ma allo stesso tempo ambisce a diventare la più veloce, sofisticata  e ambiziosa "Start up" del software.

Nel 2015 ha partecipato a HR Tech Europe per definire il futuro delle Risorse Umane, ed è la 1° software house italiana in Europa, è stato sponsor dell'evento di Londra che  ha definito i trend del settore in ambito Human Resources Technologies, l'evento più importante sui software e strumenti di collaborazione per la gestione delle Risorse Umane, confronto tra i leader del mondo HR che si sono confrontati su tecnologia, reclutamento, trend e strategie e altri topic legati al mondo della gestione delle risorse umane, ponendo forti basi per l'espansione del proprio business all'estero.

Make it So scuola di Formazione e Consulenza è uno dei clienti del Gruppo Zucchetti, utilizza il software primo in Italia nel Master in Gestione e Amminstrazione del Risorse Umane e nel Corso in Paghe e Contributi in partenza entrambi nel mese di Aprile.

per Info: Invia un mail a info@makeitso.it o chiama al numero 0645471749.